Preservare i livelli occupazionali e di reddito dei lavoratori della cooperativa sociale Casa Santa Chiara di Bologna, che da oltre 50 anni garantisce assistenza alle persone con disabilità e alle loro famiglie, è il senso del l’interrogazione che la consigliera regionale Francesca Marchetti ha depositato in Regione Emilia-Romagna.

“Ho chiesto alla Giunta di attivarsi quanto prima presso la Ctssm e l’Ausl di Bologna per procedere alla almeno parziale fatturazione delle attività svolte durante l’emergenza attraverso l’impiego nei gruppi famiglia del personale addetto ai servizi dei centri diurni – spiega Marchetti -. La cooperativa Santa Chiara, pur avendo subito un considerevole calo di fatturato e di liquidità, ha sostenuto importanti costi fissi per le spese di personale; e la crisi di liquidità non ha consentito di pagare al 100% la retribuzione di maggio e FIS covid, erogati ai lavoratori nella misura dell’80%. Per questo è necessario sostenere una realtà unica in Italia che garantisce un sostengo a numerose famiglie. Casa Santa Chiara gestisce 4 centri semiresidenziali per disabili, ed impiega circa 180 lavoratrici e lavoratori che si occupano di assistenza e attività educative per disabili, gestendo servizi diurni e residenziali; attualmente sono 82 le persone con disabilità che frequentano i Centri Diurni e 75 gli operatori impiegati. Tutte persone che necessitano di risposte concrete e tutele. Il pilastro portante di Casa Santa Chiara è il senso di appartenenza ad una comunità che ha lo scopo di accompagnare i disabili e le loro famiglie nel difficile percorso di integrazione nella società, con l’obiettivo anche di un cambio di mentalità della società civile nei confronti delle persone con gravi disabilità. La nostra Regione da sempre è al fianco di queste realtà ed è per questo che sono certa di un sostegno quanto prima”.