Prosegue l’iter del progetto di legge della maggioranza “Misure di contrasto alla povertà e di sostegno al reddito”, che ha ricevuto in sede consultiva il parere positivo della commissione Parità e diritti delle persone

In Commissione sono emersi alcuni dati: si stima che in Emilia-Romagna viva sotto la soglia della povertà assoluta il 3,5% dei cittadini, cioè tra le 65.000 e le 70.000 famiglie: in percentuale quasi la metà che nel resto del paese, dove le famiglie in difficoltà sono quasi 8 su 100. Il loro reddito medio annuo è di 6.630 euro, e rientrano in questa fascia soprattutto famiglie giovani, nuclei unipersonali compresi: una su tre infatti ha meno di 35 anni, e se si includono quelle fino ai 40 si arriva al 42%.

Credo che rispetto alla nostra proposta di legge sia importante sottolineare il fatto che i nuclei unipersonali, molto spesso sono donne sole in situazioni di profondo disagio. Bisogna poi tenere monitorata la frequenza scolastica dei minori, per quanto riguarda il patto di corresponsabilità, e trovare delle soluzioni per rendere più facile rivolgersi ai servizi territoriali, una richiesta che spesso – anche per una ragione di imbarazzo – è la prima barriera.

Venerdì 14 ottobre sono stati ascoltati in udienza conoscitiva il mondo del terzo settore, del volontariato e i sindacati rispetto all’introduzione di questa misura di sostegno al reddito. La Regione investirà tra i 30 e i 35 milioni di euro all’anno che andranno ad aggiungersi ai 37 previsti dal Sia (sostegno all’inclusione attiva) nazionale.