Realizzato completamente “in house” grazie alla collaborazione trasversale di tutti i settori dell’Amministrazione regionale, il primo bilancio di genere dell’Emilia-Romagna è stato presentato in Commissione Parità dall’Assessora Emma Petitti.

La nostra era stata la prima regione d’Italia a dotarsi di una legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere, la n. 6 del 2014. Ed è proprio sulla scorta di quella disciplina innovativa che oggi ci dotiamo del nostro primo bilancio di genere regionale. Si tratta di uno strumento utile a migliorare e rendere più efficaci le politiche attive e passive che contribuiscono a dare piena cittadinanza alle donne e ridurre le diseguaglianze.

Sono sei gli ambiti entro i quali sono state ricondotte le misure finalizzate, sia direttamente che indirettamente, a sostenere le pari opportunità: lavoro, formazione, conciliazione tra vita e lavoro, salute, contrasto alla violenza e promozione della cultura di genere.

Le statistiche sulla vita delle donne emiliano-romagnole, riferite al bilancio del 2015, evidenziano passi in avanti e collocano la nostra tra le aree più progredite in Europa. A fronte di progressi nella formazione, istruzione, presenza nel mercato del lavoro rimangono, tuttavia, disparità: a partire dalle opportunità di accesso a lavoro stabile e qualificato, alla carriera, con un’ovvia ricaduta sulle retribuzioni, oltre al drammatico tema della violenza, già da tempo al centro delle politiche dell’amministrazione regionale.

A queste criticità la Regione ha risposto con investimenti e iniziative mirate. Sono stati stanziati 127 milioni per sostenere l’occupazione femminile, 430,6 milioni sono serviti alle politiche di conciliazione realizzando, in particolare, servizi destinati alla cura dei bambini e delle persone non autosufficienti. 90 milioni hanno finanziato invece programmi ad hoc pensati nell’ambito della salute femminile quali screening per la prevenzione dei tumori e l’accompagnamento alla gravidanza. Rispetto al contrasto alla violenza di genere sono stati stanziati oltre 2 milioni di euro attuando interventi concreti per la tutela e il sostegno alle donne vittime di violenza e ai minori coinvolti.