Lo dicono i numeri: fino all’80% dei giovani che abbia completato percorsi di formazione negli Its (Istituti tecnici superiori) della Rete politecnica trova entro un anno un lavoro coerente con le specializzazioni acquisite. Percentuale che sale addirittura al 100% in alcuni corsi. La Giunta regionale ha approvato gli obiettivi messi in campo dalla Rete politecnica per l’anno formativo 2021-2022, voluta dalla Regione Emilia-Romagnaper fornire a giovani e adulti le competenze tecniche e scientifiche maggiormente richieste dalle imprese.

La rete è organizzata sulla base di tre tipologie di percorsi. Quelli biennali, realizzati dalle Fondazioni degli Istituti tecnici superiori (Its). Poi i percorsi di Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts), della durata di 800 ore realizzati dagli enti di formazione in partenariato con le scuole, università e imprese. E, infine, i percorsi a qualifica di durata compresa tra le 300 e le 500 ore realizzati dagli enti di formazione in partenariato con le imprese

Formazione per adulti, apprendimento, università


“L’investimento nell’alta formazione tecnica e specialistica risponde all’impegno che abbiamo preso nell’ambito del Patto per il lavoro e per il clima: creare un new dealdei saperi che garantisca le competenze necessarie ad un’economia più verde, inclusiva e digitale. Intendiamo rafforzare l’istruzione secondaria e terziaria professionalizzante, per valorizzare pienamente la formazione e la cultura tecnica e professionale”.

“La programmazione dei percorsi del prossimo anno dovrà in particolare rafforzare la filiera formativa professionale e tecnica integrata, favorendo i passaggi dalla IeFp agli Ifts e Itse da questi al percorso universitario, che permetta ai giovani la continuità dei percorsi e assicuri al territorio quelle professionalità e competenze tecniche, scientifiche e umanistiche indispensabili per la ripresa, anche dopo la pandemia. Ma siamo già pronti- conclude – a incrementare l’offerta che è già in campo per rispondere a tutte le richieste del sistema territoriale”.

L’impegno della Regione 

La Giunta, nell’ambito del Programma triennale per la Rete politecnica 2019/2021, haapprovato la programmazione per l’anno formativo 2021/2022, che con un investimento complessivo di 19,5 milioni di euro coinvolgerà circa 3.000 persone.

Per l’anno formativo 2021/22 la Regione ha stabilito che tutti i percorsi attivati dovranno dare risposta ai fabbisogni formativi e professionali necessari per attivare, sostenere e consolidare i processi di innovazione digitale e gli obiettivi di sostenibilità (contenuti in Agenda 2030) dei sistemi d’impresa prioritari per il sistema regionale.

L’obiettivo dichiarato è affiancare le imprese del territorio per affrontare le nuove sfide globali, sostenendo l’innovazione e la modernizzazione dei servizi e la sostenibilità ambientale dei sistemi produttivi. 

L’offerta della rete Politecnica, in sintesi, ha il compito di trovare soluzioni alla domanda di competenze qualificate per l’inserimento lavorativo di persone che siano già in possesso di conoscenze e competenze di base, ma che abbiano necessità di acquisirne di ulteriori. Sia sul piano tecnico, tecnologico e specialistico, che organizzativo, gestionale e relazionale.

Al finanziamento dell’offerta formativa per l’anno 2021-2022, pari a circa 19,5 milioni di euro, concorrono risorse del Fondo sociale europeo e risorse nazionali.

Ai percorsi Its vengono destinati circa 10,5 milioni di euro per il biennio, ai percorsi di Istruzione e Formazione professionale vanno circa 7 milioni, alla Formazione superiore 2 milioni di euro.

Le novità in campo

La Regione vuole ampliare l’offerta delle Fondazioni Its passando da 27 a 34 percorsi formativi, individuando nuovi partenariati e nuove filiere di imprese anche in territori diversi, cogliendo l’impegno delle imprese e valorizzando la disponibilità delle autonomie educative.

Si sta, inoltre, formalizzando un accordo con gli atenei per permettere agli studenti in uscita da percorsi di specifici Its di iscriversi ad un corso di laurea professionalizzante coerente, con un riconoscimento di almeno 80 crediti, sui 130 necessari per laurearsi. L’obiettivo della Regione è quello di ampliare ancora questa possibilità a tutti i percorsi di Its presenti in regione. 

Anche i percorsi Ifts verranno ampliati, passando da 59 a 60, e ulteriormente qualificati. Questo consentirà di adattarli ai cambiamenti in corso. Lo stesso avverrà per i percorsi di formazione superiore (30 percorsi): si valorizzeranno i percorsi formativi pregressi di istruzione anche terziaria, per renderli maggiormente spendibili nei contesti di lavoro, rafforzando le competenze digitali e linguistiche, le competenze utili per la sostenibilità dei prodotti/servizi/processi e per l’innovazione sociale.

Infine, il maggiore utilizzo della rete dei laboratori accreditati della Rete Alta tecnologia e l’offerta presso i Tecnopoli della ricerca sarà utile per consolidare ancora di più i percorsi di conoscenza e qualificazione.

Orientamento e tirocini, formazione e incrocio tra domanda e offerta: dalla Regione 7 milioni per le politiche attive per il lavoro

Formazione, lavoro, consulenza

Consulenza e laboratori di orientamento, promozione di tirocini con la relativa certificazione delle competenze. Ma anche incrocio tra domanda e offerta di lavoro, accompagnamento al “fare impresa” nonché una formazione mirata all’inserimento lavorativo.

Sono queste, in sintesi, le opportunità per coloro che stanno cercando lavoro in Emilia-Romagna. Prestazioni che possono essere attivate dagli utenti presso i Centri per l’impiego del territorio regionale, e realizzate attraverso soggetti accreditati, nell’ambito degli interventi per l’occupazione della rete attiva per il lavoro.

 Per questi interventi la Giunta regionale, guidata dal presidente Stefano Bonaccini, ha stanziato nel corso dell’ultima seduta risorse pubbliche del Fondo sociale europeo 2014/2020 pari a 7 milioni di euro, che potranno eventualmente essere incrementate con ulteriori risorse comunitarie, nazionali o regionali che si rendessero disponibili, da destinare alla realizzazione di interventi per l’occupazione. Da subito oltre 5,5 milioni di euro saranno resi disponibili ai soggetti accreditati che si candideranno, entro il 29 aprile 2021, a erogare le prestazioni e le misure di politica attiva.

Si tratta di un intervento con il quale l’esecutivo di viale Aldo Moro punta a garantire la continuità alle prestazioni, rispetto a quanto già avviato, tenendo conto degli esiti conseguiti e delle modifiche e integrazioni necessarie dovute all’attuale contesto caratterizzato dagli impatti sul mercato del lavoro dell’emergenza sanitaria e dai cambiamenti tecnologici e sociali.

 Sono 38 i Centri per l’Impiego in Emilia-Romagna (uno per ogni distretto sociosanitario, alcuni dei quali articolati a loro volta in sedi decentrate) e 9 gli uffici per il Collocamento mirato rivolto ai lavoratori fragili (uno per ogni provincia emiliano-romagnola e per la Città Metropolitana di Bologna) che collaborano con 85 soggetti accreditati al lavoro, presenti con 500 sedi in tutto il territorio regionale.

Le persone avranno tempo fino al 28 febbraio 2022 per sottoscrivere il proprio programma presso il Centro per l’impiego, scegliendo il soggetto accreditato.

La deliberazione è disponibile nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico e sul sito http://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it.

 Il Patto di servizio

Il “Patto di servizio personalizzato” deve essere sottoscritto, in presenza o a distanza, dal destinatario delle prestazioni con il Centro per l’Impiego e contiene il programma con le prestazioni e le misure adeguate alla persona e al proprio percorso di ricerca attiva del lavoro, che la persona ha diritto di ricevere dal soggetto accreditato scelto fra quelli ricompresi nell’elenco validato con atti regionali.

Le prestazioni e le misure definite nel programma rappresentano le attività che la persona dovrà poter ricevere e che dovranno essere realizzate a suo favore da parte del soggetto accreditato, nel corso di validità del programma con l’obiettivo finale dell’occupazione. Il programma ha una durata massima di 6 mesi dal momento della sottoscrizione, prorogata a 12 mesi qualora entro la fine del sesto mese venga attivato un tirocinio. Durante la proroga sarà così possibile portare a termine le attività iniziate e non terminate durante i primi 6 mesi di programma, e attivare quanto previsto nel programma personalizzato ma non ancora avviato.

Chi sottoscrive il programma si impegna a realizzare le misure previste, col diritto di riceverle dal soggetto privato accreditato, che si impegna a renderle disponibili nell’arco della durata del programma. Se alla scadenza del programma la persona permane nello stato di disoccupazione potrà richiedere, in alternativa, presso il Centro per l’impiego un nuovo programma con un soggetto accreditato diverso e, in questo caso, le prestazioni e le misure già ricevute sono ripetibili. Inoltre potrà proseguire il suo percorso di ricerca del lavoro con lo stesso soggetto accreditato chiedendo pertanto una proroga di 6 mesi dei termini di attuazione del programma già sottoscritto e parzialmente realizzato. In tale caso la persona non potrà richiedere al soggetto attuatore la ripetizione delle misure già ricevute e già erogate da parte dello stesso soggetto. In caso di ripetizione di eventuali misure già erogate, nella discrezionalità del soggetto attuatore, le stesse non saranno comunque remunerate.