Da semplici lapidi a cappelle grandiose, fino ad arrivare a capolavori assoluti. Li ospitano il cimitero monumentale della Certosa di Bologna e quello di Ferrara, San Cataldo a Modena e la Villetta di Parma. Un elenco davvero lungo quello dei siti cimiteriali culturalmente “significativi” – circa ottanta – dell’Emilia-Romagna, che da oggi può contare su uno strumento in più.

Si tratta della legge, approvata dall’Assemblea legislativa su proposta della Giunta regionale, per il “Riconoscimento e valorizzazione dei cimiteri monumentali e storici”: l’obiettivo, in sintesi, è garantire la valorizzazione, conservazione e promozione di questi beni, favorendone la fruizione da parte dei cittadini.

La nuova legge

In base alla nuova legge, l’appartenenza alla rete dei “cimiteri monumentali e storici dell’Emilia-Romagna” consentirà alle strutture visibilità nazionale e internazionale, attraverso le realizzazioni multimediali curate dal settore Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna (pubblicazioni e sito web sui cimiteri significativi), nonché tutti i materiali di comunicazione distribuiti dalla Regione stessa. Non solo: verranno anche inseriti in un apposito percorso culturale-turistico, caratterizzato da segnaletica e logo.

Soprattutto, i cimiteri “significativi” dell’Emilia-Romagna potranno avere accesso a finanziamenti regionali per progetti di restauro e conservazione delle strutture architettoniche, decorative e monumentali dei siti; per progetti di valorizzazione, che puntano a rafforzare la conoscenza del sito cimiteriale nel suo insieme, nei rapporti con la comunità e nelle emergenze storico-artistiche.

Nello specifico, potranno essere finanziate attività di catalogazione e studio del patrimonio, mostre e programmi culturali, progetti digitali e multimediali, d’inclusione interculturale, progetti residenziali per artisti e ricercatori, d’accoglienza scolastica e di educazione storica e culturale.

Approfondimenti

“Si tratta della prima legge regionale in Italia, frutto di un percorso condiviso, sulla tutela dei cimiteri storici e che consentirà una serie di azioni, tra cui conservazione e restauro , ma anche eventi correlati mostre, progetti digitali e turistici per valorizzare uno straordinario patrimonio distribuito su tutto il territorio regionale – conclude Marchetti – Al loro interno si trovano tesori architettonici di arte e bellezza e spesso tracce di illustri personalità amate dai visitatori, oltre ai cimiteri di guerra , numerosi in una regione come la nostra, attraversata dal fronte della linea gotica. Il patrimonio culturale è di fatto uno degli strumenti attraverso il quale proseguire più aggiornate e innovative politiche di benessere e coesione sociale, vista anche la recente adesione della nostra Regione all’associazione Liberation Route Italia”.