La Regione Emilia-Romagna raddoppia i fondi destinati a tutti gli esercenti che scelgono di non installare macchinette e slot nei loro locali: dai 150.000 euro previsti dal primo bando, da poco chiuso, si passerà così a 300.000 col prossimo bando.

Questa iniziativa, che era nata come una proposta avanzata dal gruppo del PD con una risoluzione, da me sottoscritta (trovate la notizia qui), si inserisce tra quelle, numerose e diversificate, che la Regione mette a punto per prevenire e contrastare il fenomeno, oltre che per intervenire a sostegno di coloro che hanno bisogno di un aiuto specifico.

La prima indagine realizzata dall’Osservatorio “Young millennials monitor” di Nomisma su motivazioni e approccio dei giovani verso il gioco d’azzardo ci consegna dati importanti e che richiedono una attenta valutazione per rendere più efficace l’azione della Regione, delle azienda sanitarie e degli enti locali, a contrasto di un fenomeno preoccupante anche nel nostro territorio. L’indagine infatti ha rilevato in Emilia-Romagna una propensione al gioco, tra i giovani della fascia d’età 14-19 anni, inferiore rispetto al Centro e Sud Italia, ma soprattutto per loro l’attenzione resta alta, trattandosi di soggetti estremamente vulnerabili. Il 22,7% della popolazione tra i 15 e i 64 anni riferisce di aver giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’anno. Tra questi, il 4,4% è a rischio – moderato o grave – di dipendenza.

L’assistenza: oltre 1.300 i giocatori in carico alle Ausl

Le persone che nel 2015 si sono rivolte ai servizi per le dipendenze delle Aziende Usl dell’Emilia-Romagna per dipendenza da gioco d’azzardo sono state 1.310 (ultimo dato disponibile). L’utenza è in prevalenza di sesso maschile e la fascia di età più rappresentata è quella tra i 41 e i 50 anni.

Prevenzione, trattamento, formazione, marchio Slot FreeER: l’impegno della Regione

Il tema della prevenzione del rischio di dipendenza dal gioco patologico è stato inserito nei percorsi che fanno capo al Piano regionale della prevenzione. Inoltre, in molti territori sono stati attivati tavoli di collaborazione tra Ausl ed enti locali, con progetti inseriti nei Piani di Zona per la salute e il benessere sociale. L’assessorato alle Politiche per la salute, in collaborazione con le Ausl, fornisce materiali informativi di supporto e consulenze ai Comuni e alle associazioni.

Per quanto riguarda il trattamento della dipendenza da gioco d’azzardo sono attivi in in Emilia-Romagna, nei Servizi per le Dipendenze patologiche di ogni Ausl, punti di accoglienza, valutazione e trattamento dei giocatori patologici e dei loro familiari. E’ attiva anche la sperimentazione di un servizio residenziale breve specifico per giocatori (“Progetto Pluto”) gestito dal Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, che opera con due sedi situate rispettivamente in provincia di Reggio Emilia e di Modena. Inoltre, la Regione ha sottoscritto un protocollo di collaborazione con le Associazioni Giocatori Anonimi e GamAnon- familiari di giocatori, riconoscendone il ruolo di risorsa nel sistema di cura dei giocatori patologici e delle loro famiglie.

Su tutto il territorio la Regione garantisce poi la formazione degli esercenti e del personale delle sale da gioco. Per il personale sanitario e sociosanitario sono stati realizzati seminari di approfondimento sugli interventi legali per il giocatore con disturbo da gioco d’azzardo e la sua famiglia e sul sovra-indebitamento delle famiglie. E’ attivo anche un numero verde regionale: il cittadino può chiamare e ricevere un’indicazione precisa, secondo la sua residenza, dei punti di accoglienza nelle Ausl.

In collaborazione con i Comuni (Legautonomie/Anci) è stato messo a punto un percorso di assegnazione del marchio ai locali che non hanno installato o hanno disinstallato apparecchi per il gioco (Slot e Totem per il gioco on line): il marchio Slot FreeER. La vetrofania è stata realizzata dalla Regione e distribuita ai Comuni capodistretto.