Approvata in Assemblea legislativa regionale la nuova legge che tutela e favorisce lo sviluppo dell’apicoltura. “Una nuova legge che arriva a 30 anni dalla precedente – commenta con soddisfazione la consigliera regionale PD Francesca Marchetti -, che nasce per affrontare con risposte efficaci ed attuali le nuove problematiche del settore e che si configura come norma a tutela dell’ambiente”.

Le api sono infatti vere e proprie sentinelle dell’ambiente, attraverso l’impollinazione svolgono una funzione strategica per la conservazione della flora e contribuiscono così al miglioramento e al mantenimento della biodiversità. L’apicoltura in Italia conta 1,2 milioni di alveari distribuiti nelle varie regioni, con un giro di affari stimato (nel 2017) tra i 150 e i 170 milioni di euro. L’Emilia-Romagna si colloca ai primi posti in questo settore, sia in termini di patrimonio apistico sia di valore complessivo della produzione. 

Tra le principali novità, la difesa del patrimonio genetico dell’ape ligustica esportata in tutto il mondo per le sue caratteristiche di docilità, alta produttività e maggior resistenza alle malattie, contro il rischio di perdita di diversità genetica naturale (erosione genetica) derivante dall’ibridazione. A questo scopo la nuova legge fissa il divieto di introduzione in Emilia-Romagna di api diverse dalla sottospecie ligustica, e non si potranno svolgere attività di selezione e moltiplicazione di api regine e materiale apistico vivo di sottospecie diverse.  

Importante anche le norme per la difesa della salute delle api e degli insetti pronubi (insetti che contribuiscono all’impollinazione) dai danni causati dall’uso improprio o eccessivo dei prodotti chimici in agricoltura. A questo proposito nei periodi di fioritura verranno introdotti dei divieti ai trattamenti con prodotti fitosanitari con attività insetticida o acaricida, oppure che riportano in etichetta l’indicazione della pericolosità per la salute delle api e di altri insetti.  

“Sono felice di aver contribuito all’approvazione di una legge – sottolinea Francesca Marchetti – nata da un percorso fortemente partecipato che prevede il rafforzamento delle misure di difesa igienico-sanitaria per proteggere gli alveari dal rischio di diffusione di malattie, vecchie e nuove. Attraverso uno specifico ordine del giorno – conclude la consigliera PD – abbiamo voluto poi evidenziare quanto sia importante l’aspetto della formazione, sia per chi si avvicina alla pratica dell’apicoltura per hobby sia per chi intende avviare un’attività. Occorre formazione specifica nei percorsi scolastici degli istituti tecnici e professionali agrari e nei corsi di laurea quali ad esempio Scienze e tecnologie agrarie o Medicina veterinaria per formare professionisti preparati anche su questa materia che possano diventare punti di riferimento per il settore”.